Iperammortamento e magazzino automatizzato

iperammortamento magazzini automatizzati

Con la risoluzione 62/E l’Agenzia delle Entrate fornisce interessanti chiarimenti su come trattare – in tema di iperammortamento e non solo – un magazzino automatizzato, con particolari precisazioni sui cosiddetti “magazzini autoportanti”.

La risoluzione chiarisce la differenza tra componenti immobiliari e mobiliari all’interno di un magazzino automatizzato autoportante, che sotto il profilo catastale viene censito nel gruppo D (immobili a destinazione speciale). Tale distinzione risulta necessaria in quanto la componente immobiliare suscettibile di attribuzione di rendita catastale, non rientra tra le tipologie di beni agevolabili in superammortamento o iperammortamento.

La circolare 2/E del 2016 divide in quattro categorie le componenti di tali unità immobiliari:

  1. suolo
  2. costruzioni
  3. elementi strutturalmente connessi al suolo
  4. componenti impiantistiche funzionali ad uno specifico processo produttivo

Relativamente al punto 3, l’Agenzia chiarisce che “…trattasi di quelle componenti che, fissate al suolo o alle costruzioni con qualsiasi mezzo di unione, anche attraverso le sole strutture di sostegno – in particolare quando le stesse integrano parti mobili – risultano caratterizzate da una utilità trasversale ed indipendente dal processo produttivo svolto all’interno dell’unità immobiliare. Le componenti così caratterizzate conferiscono all’immobile una maggiore fruibilità, apprezzabile da una generalità di utilizzatori e, come tali, ordinariamente influenti rispetto alla quantificazione del reddito potenzialmente ritraibile dalla locazione dell’immobile, ossia della relativa rendita catastale“.
In questa ottica, le scaffalature – in grado di ospitare merci eterogenee – rappresentano elementi propri del fabbricato unitamente alle coperture e tamponature e pertanto non possono godere di iper o superammortamento.

Allo stesso modo, gli impianti generici di antincendio, idrici, sanitari, di aerazione, di climatizzazione, etc che conferiscono all’immobile una maggiore fruibilità e che risultano apprezzabili da una generalità di utilizzatori, risultano influenti alla rendita catastale e pertanto anch’essi non possono godere delle maggiorazioni previste dall’iperammortamento.

Una nota interessante sui magazzini tradizionali

Interessante è la nota che chiarisce che “…nei magazzini tradizionali, le scaffalature eventualmente inserite all’interno del fabbricato (tipicamente un capannone industriale), non risultando elementi costituivi del fabbricato stesso, sono rispondenti, più propriamente, alla nozione di “attrezzature” e come tali, quindi, escluse dalla stima catastale“.

Viene infine confermato che i sistemi di automazione della movimentazione (traslo-elevatori, satelliti, carrelli LGV, etc) risultano essere annoverabili tra i “macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo” e di conseguenza non inclusi nella rendita catastale, pertanto – se provvisti delle specifiche caratteristiche richieste dalla normativa – possono godere di iperammortamento.