Lo sviluppo di software è attività di ricerca e sviluppo?

sviluppo di software come attività di ricerca e sviluppo

Con la circolare n. 59990 del 09/02/2018 il MiSE fornisce alcuni importanti chiarimenti su come trattare i progetti di sviluppo software all’interno delle attività ammissibili al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.

E’ importante ricordare che le attività ammissibili alla normativa in oggetto ricalcano le definizioni “ricerca fondamentale”, “ricerca applicata” e “sviluppo precompetitivo”, come indicato nella Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) che a sua volta richiama il cosiddetto Manuale di Frascati dell’OCSE.
Con specifico riferimento allo sviluppo di software, dalle indicazioni contenute nella normativa di riferimento emerge che le innovazioni legate al software – inteso come prodotto finale – sono generalmente di tipo incrementale e pertanto classificabili come “sviluppo sperimentale“.

Per essere classificate come attività di R&S, le attività di sviluppo software devono portare ad una “risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica“. Quindi le attività che abbiano per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente possono essere classificate come R&S solo se producono un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un “aumento dello stock di conoscenza”.

Il citato Manuale riporta una serie di esempi di attività riconducibili ad attività di R&S:

  • sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un linguaggio di programmazione;
  • progettazione e/o realizzazione di motori di ricerca basati su tecnologie originali;
  • risoluzione di conflitti hardware o software in un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete;
  • creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche;
  • nuove e originali tecniche di criptazione o sicurezza.

Le seguenti attività ricorrenti e/o di routine invece non rientrano tra le attività classificabili come R&S:

  • lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi;
  • ordinaria manutenzione del computer o del software;
  • sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti;
  • aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti;
  • creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti;
  • utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati;
  • customizzazione di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base;
  • ordinaria attività di correzione di errori (“debug”) di sistemi e programmi esistenti.

Infine viene ricordato che è corretto identificare il punto conclusivo delle attività di R&S in quanto il credito di imposta non può riguardare attività successive a quelle pre-competitive; entrando nel merito dello sviluppo software, tale limite viene generalmente identificato con le attività di beta-testing.